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capitolo ix — il ritorno | 75 |
– Sì, professore, rispose Tompson.
– Ma il banco mi pare che scenda verso il sud.
– La corrente ed i venti lo spingono in direzione dell’isola degli Orsi.
– Ed in sei ore ci siamo allontanati dall’Eis-fiord di quattro miglia aggiunse l’ice-master.
– Che una corrente scenda lungo le coste occidentali delle Spitzberg? chiese Oscar.
– Sì, signore, disse Jansey. L’ho notata anche l’anno scorso, durante la stagione della pesca.
– E avete rilevata la sua direzione?
– Sì, professore. Si dirige verso il sud-sud-ovest, e sarei certo di non ingannarmi nell’affermare che va a rompersi verso le coste occidentali della Norvegia.
– Buono disse Tompson. Se il wacke non viene arrestato da altri banchi o non viene spezzato, andremo a finire sulle coste della Norvegia. Sarebbe un ritorno molto lento, è vero, ma sempre da preferirsi ad uno svernamento alle Spitzberg.
– Purchè le pressioni non ci guastino la nave, disse Jansey. Non c’è da fidarsi dei ghiacci.
– Cercheremo di mantenere libero il bacino, finchè lo potremo. Intanto prenderemo le misure necessarie per lo svernamento, perchè prevedo che la nostra prigionia sarà ben lunga e che i grandi freddi non tarderanno a giungere. Quest’anno la stagione buona si è prolungata fin troppo e l’inverno prenderà la sua rivincita senza misericordia per noi.
– Comincia già ora il tempo mettersi a male, disse Oscar. In dodici ore il termometro è disceso di dieci gradi.
– A bordo, signori, disse Tompson. Prima che il bacino del wacke geli, bisogna che la nave sia in grado di poter resistere alle pressioni.