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capitolo i — il disastro delle navi baleniere 11


– Verso la metà del mese d’agosto.

– Sempre?

– Sempre, signor Tompson.

– Brutto indizio, se quelle due navi non sono ancora qui. Il Gotheborg, ormai lo sappiamo, è andato perduto, ma la Tornea!... Signor Foyn, volete un consiglio?

– Parlate.

– Se vi preme salvare i vostri equipaggi, fate armare una delle vostre migliori navi e mandatela alle Spitzberg senza perdere tempo. Potrebbe giungere su quelle isole prima che i grandi banchi di ghiaccio blocchino quelle coste.

– È vero, ma chi oserà lanciarsi verso il nord, ai primi di settembre? Alle Spitzberg è già cominciato l’inverno.

– Chi?... disse il capitano baleniere, accarezzandosi il mento e guardando fisso il signor Foyn. Io ho terminate le mie faccende, condotto la mia nave ad Hammerfest, fattala mettere in cantiere per le riparazioni necessarie; ho venduto i miei spermaceti e sono perciò assolutamente libero. Volete?... Non ho paura del freddo, nè mi spiacerebbe passare un inverno alle Spitzberg. Mi hanno detto che lassù le renne sono numerose e che le foche ed i trichechi abbondano e penso che vi farei un piacere e che farei contemporaneamente i miei interessi. Cosa ne dite, signor Foyn?...