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CAPITOLO XII.

Le pressioni dei ghiacci.


L

a tempesta invocata dal baleniere, brontolava sull’orizzonte settentrionale, ma non scoppiava ancora. Dense masse di vapori si accumulavano in direzione delle Spitzberg, pronte a lanciarsi attraverso l’Oceano artico ai primi soffi del freddo vento polare, ma tre giorni erano già trascorsi da che il wacke era stato imprigionato fra il banco e le coste dell’isola degli Orsi, senza che il mare si accavallasse e rompesse, coi suoi formidabili urti, le barriere dei ghiacci.

L’equipaggio però non aveva perduto il suo tempo. Approfittando della vicinanza dell’isola, tutte le mattine bande di cacciatori raggiungevano la costa o col mezzo della baleniera, che era stata trascinata sul margine esterno del wacke, o passando attraverso ai banchi, facevano le fucilate contro gli uccelli marini, contro le foche e le morse che si mostravano numerose in quei paraggi.

In tal modo la carne fresca non mancava a bordo, con grande vantaggio della salute di tutti.