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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/96

96 Capitolo VIII.


La giovane era pallidissima ed appariva assai abbattuta. Doveva aver pianto lungamente durante la notte, che forse doveva essere l’ultima che passava nella sua tiepida casetta.

Nondimeno s’avanzava con una certa fierezza e rispondeva dolcemente ai saluti di quei buoni coloni e di quelle brave donne.

Il vecchio viaggiatore invece pareva che fosse ringiovanito di vent’anni. Camminava dritto come un giovinotto, aveva gli occhi scintillanti di gioia e distribuiva a destra ed a sinistra strette vigorose.

L’ora della partenza era suonata a bordo e Piotre, fatto gettare un pontile mobile sulla spiaggia, aspettava, dando segni d’impazienza.

Quando Mariquita, per la prima, salì sulla Quiqua, l’ex esiliato le strinse la mano, guardandola contemporaneamente ben fissa negli occhi, come se avesse voluto indovinare i pensieri di lei; poi aiutò a salire il signor Lopez, dicendogli con ruvida cortesia:

— Sono contento di vedervi sulla mia barca, signore. —

Poi distolse prontamente gli sguardi dall’una e dall’altro, gettando il comando:

— Levate la gomena! Su il pontile! —

Papà Pardoe ed i suoi compagni avevano eseguito prontamente l’ordine e la baleniera, non più trattenuta alla riva, aveva cominciato a scostarsi.

Dalla spiaggia gli abitanti agitavano i berretti, gridando:

— Buon viaggio, signora Mariquita! Buon viaggio, signor Lopez! Che la fortuna vi sia propizia! —

La giovane rispondeva agitando il fazzoletto, mentre il suo padrino si sbracciava salutando tutti.

La Quiqua s’allontanava. Le sue due vele, ricevendo il vento in pieno, la spingevano al largo con notevole velocità,