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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/86

86 Capitolo VII.

fortunato di lui era riuscito ad imbarcarsi su una nave inglese e a lasciare l’Argentina, prima che il consiglio di guerra avesse potuto pronunciarsi sulla sua sorte.

Col soccorso di amici e di parenti, i due cugini, ambedue valenti marinai, avevano acquistato una piccola nave baleniera, dedicandosi alla pesca di quei mostruosi cetacei, che in quel tempo erano ancora numerosi presso le coste della Terra del Fuoco e nell’oceano Antartico, facendo una rapida fortuna.

Una donna doveva aprire fra i due balenieri un baratro profondo e un’onda d’odio intenso: Mariquita.

Gli occhi ardenti della giovane araucana, avevano ferito i loro cuori, accendendo nei loro petti una passione d’uguale., violenza.

Piotre aveva però avuto il torto di giungere troppo tardi, perchè ormai Mariquita aveva impegnata la sua mano con Alonzo, più gentile, più cavalleresco e più giovane del cugino ed aveva respinto quella offertagli dall’esiliato.

Da quel giorno i due cugini si erano separati, armando ciascuno una nave per proprio conto.

Piotre, col cuore sanguinante, per non assistere alla felicità del rivale, aveva abbandonato Punta Arenas ritirandosi a Porto Carestia, e non vi aveva fatto mai ritorno.

Si era dedicato tutto alla pesca delle balene, intraprendendo lunghi e pericolosissimi viaggi nell’oceano Antartico, sperando forse di dimenticare, fra gli uragani ed i ghiacci, la fanciulla che aveva tanto ardentemente amato e che aveva sognato di fare un giorno sua sposa.

Da quel tempo il suo carattere, dapprima gentile e cavalleresco, aveva subito un brusco cambiamento. Il brillante ufficiale d’una volta, che tutti gli abitanti di BuenosAires avevano ammirato, era diventato un ruvido marinaio, un vero orso marino.