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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/8

8 Capitolo I.


— No, — disse il vecchio sorvegliante. — La notte in cui Piotre tentò di spaccare in due la barca, ero io al timone ed ho evitato la speronata per puro miracolo.

— Vi eri tu! — esclamò il giovane.

— Sì, Josè. Ero mastro d’equipaggio a bordo della Rosita.

— Era una notte nebbiosa?

— Non ci si vedeva a venti passi.

— E come hai potuto evitare l’urto della Quiqua?

— Con un colpo di timone dato appena a tempo, — rispose Pardoe. — Se avessi tardato due soli secondi, la Rosita veniva spaccata a metà, e penso che in quel momento eravamo lì attraverso il Capo Horn e che il mare ci spingeva violentemente verso quella formidabile scogliera.

— Allora Piotre non si rassegnerà, — disse Josè, il quale era diventato assai pensieroso. — Mi rincrescerebbe per Mariquita, che gode tanta simpatia a Punta Arenas.

— Veglieremo su di lui, amico, — disse il vecchio. — Non sono più giovane, è vero; ma le braccia sono ancora solide e tengo sempre la navaja nella mia cintura.

— Dove si trova ora Piotre?

— È un anno, ossia da quando Mariquita gli ha rifiutato la mano, che si è ritiraro al Porto della Fame.

— È tornato dalla pesca? — chiese Josè.

— Sì, deve essere ritornato da qualche mese, — rispose il vecchio. — Mi hanno detto d’aver scorto la Quiqua ben carica, imboccare il canale di Mesier.

— Vorrei già essere a Punta Arenas.

— Questa sera c’imbarcheremo, Josè. Prima del tramonto la Pillan avrà completato il carico e noi saremo finalmente liberi.

Ho già dato ordine di preparare la nostra scialuppa. —

Alcuni tocchi di campana interruppero la loro conversazione. Era il segnale del riposo, breve ma assolutamente