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Una caccia ai condor 77


— E poi, guardate, i condor cominciano ad inquietarsi e voi mi farete perdere in questo momento una buona occasione per procurarmene qualcuno.

Riprenderemo più tardi questo discorso, a casa mia. Ora ho altro da fare. —

Era ritornato ruvido e la commozione che poco prima aveva alterato il suo viso, pareva che fosse improvvisamente scomparsa. Anche il suo sguardo era ridiventato duro e tetro.

Con un brusco cenno le indicò la spaccatura che pareva mettesse dentro qualche caverna, dicendole:

— Là dentro, señorita. I condor stanno per calare. —

Poi, posando una mano sulla spalla del vecchio pescatore, aggiunse con una certa dolcezza:

— Anche tu, papà Pardoe, vedrai che bella caccia! —

Mariquita aveva obbedito senza replicare parola ed i due balenieri l’avevano subito seguita.

Quella spaccatura metteva in una piccola caverna semicircolare, appena capace di contenere una dozzina di persone.

Sdraiati al suolo vi erano due peoni, due servi di Piotre, i quali dovevano aiutarlo nella caccia.

Ad un cenno del padrone spiegarono un bellissimo poncho, invitando Mariquita a sedersi; poi ripresero il loro posto, masticando silenziosamente la loro coca.

Piotre si era sdraiato presso la fenditura per sorvegliare le mosse dei condor, tenendosi quasi nascosto sotto un largo pezzo di pelle.

Pareva che non si preoccupasse che dei volteggi fulminei dei giganteschi uccellacci, eppure non era vero, perchè di quando in quando piegava la testa e lanciava uno sguardo furtivo dentro la piccola caverna, cercando gli occhi di Mariquita. Allora un fremito agitava tutto il suo corpo e la sua