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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/72

72 Capitolo VI.


— Chi può saperlo? Se volete trovarlo non vi sarà difficile.

Guardate lassù su quel monte: è il Tarn. Non vedete un recinto?

— Sì, lo vedo.

— È là che aspetta i condor. In un’ora e forse meno potete raggiungerlo. —

Pardoe guardò Mariquita.

— Andiamo, — disse questa, con voce risoluta. — Prima o dopo, il nostro incontro deve avvenire. —

Salutarono colla mano il colono e volsero le spalle al gruppetto di casupole, avviandosi verso il Tarn, un cono colossale i cui fianchi erano coperti di fitti boschi di faggi antartici. Mariquita e Pardoe avevano guardata attentamente la cresta indicata dal peone.

Era una specie di piattaforma, contornata da rocce brulle e prive di vegetazione, coi fianchi che parevano tagliati quasi a picco e che sorgeva isolata sul fianco meridionale del Tarn. Quantunque fosse lontana quattro o cinque miglia, si scorgeva benissimo nel mezzo una specie di recinto formato da pali ed in alto alcuni grossi punti neri che descrivevano degli ampii giri ora abbassandosi ed ora alzandosi.

— Andremo a guastargli la caccia, — disse Pardoe. — Ecco lassù i condor che volteggiano e che pare abbiano un gran desiderio di calare.

Non vi accoglierà troppo bene Piotre; se è un gran baleniere, è anche un appassionato cacciatore.

Se mandassimo qualcuno ad avvertirlo del vostro arrivo, Mariquita?

— Forse non verrebbe, — rispose la giovane. — Piotre nutre verso di me un profondo rancore, lo so.

— Non ne dubito, — disse il vecchio pescatore. — Non vi ha più perdonato d’aver respinto la sua mano.