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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/63


La Stella dell’Araucania 63


— Sono decisa. —

Si avvolse novamente nella mania, nascondendosi parte del viso e uscì rapidamente, senza aggiungere parola.

Dal tremito della manta, era facile indovinare che dei singhiozzi dovevano sollevare il petto della povera giovane.

Non vedendo ancora Pardoe, risalì la via, rasentando la casetta e gli orticelli e giunse alla sua abitazione, nel momento in cui il baleniere usciva dalla tettoia, conducendo per la briglia due cavalli di razza patagone, animali di poca apparenza eppure d’una robustezza e resistenza eccezionale, che possono percorrere perfino trenta leghe in una sola giornata.

Il baleniere, sapendo che il territorio non era ancora sicuro, aveva appeso alle selle due trabucos e nelle fonde aveva messe delle pistole.

— Partiamo? — chiese.

— Sì, Pardoe, — rispose la giovane.

L’aiutò a salire in sella e scesero al trotto il versante opposto della collina cosparso di orticelli e di segherie, gran parte delle quali appartenevano al signor Lopez.

Mariquita cavalcava come un’araucana, essendo abituata, fino da bambina, a correre la pampa patagone; anche il vecchio baleniere che nella sua gioventù era stato guaso non si teneva male sulla larga e durissima sella e malgrado l’età si comportava bene, non ostante il galoppo piuttosto irregolare della sua cavalcatura.

Alla base della collina piegarono verso l’ovest, prendendo uno stretto sentiero che correva parallelamente alla spiaggia a una distanza di un paio di miglia e forse più.

Soffiava un vento freddissimo che scuoteva fortemente le piante disseminate sulla pampa ed il cielo era grigio come se volesse minacciare qualche nevicata. Sull’imponente mole del Sarmìento, la cui massa spiccava nettamente verso