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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/41


I canali dello Stretto di Magellano 41

prodigiosa altezza. Era un vero miracolo se la scialuppa non veniva rovesciata o frantumata.

— Ehi, Pardoe, — disse Josè, il quale cominciava ad inquietarsi. — Che ci sia pericolo che il nostro viaggio finisca qui? Mi pare che il mare, invece di calmarsi, diventi sempre più irato e che la nostra scialuppa non sia più capace di tener testa a questi dannati colpi.

— Non ti dico che la nostra situazione sia molto allegra, tuttavia se possiamo imboccare l’English Reak ed evitare l’isola Carlo e quella dei Mammouth, potremo giungere a destinazione. Se poi non potremo più resistere, cercheremo intanto un rifugio nella baia di Fortìscue, la quale non è molto lontana.

— Preferirei quella della Fame.

— Vedremo, Josè. Io spero di tirare innanzi senza fermarmi in nessun luogo. Vedi l’isola Carlo III?

— La sento.

— Come sarebbe a dire?

— Non odi questi rombi sulla nostra destra?

— Sì, sono le onde che vi si frangono contro, — rispose Pardoe, dando un colpo al timone.

— Il peggio sarà quando noi avremo passato il capo Forward. Specialmente là, fra i canali delle isole della Terra del Fuoco che i williwans si fanno sentire. Bada che il fanale non si spenga o che non venga portato via dalle onde.

— L’ho legato con un doppio gherlino, — disse Josè.

— E sii pronto a lasciar cadere la vela.

— Non dubitare, amico. —

La scialuppa, sempre vivamente sballonzolata da quelle onde che irrompevano con furia attraverso al canale, passò a babordo dell’isola Carlo III, fuggendo lungo la penisola di Brunswick, superò facilmente anche l’isola dei Mammouth,