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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/296

296 Capitolo XXI.


Con un gesto fulmineo aveva estratto il coltello e si era avventato contro Piotre.

Il baleniere in quel momento era inerme, pure non si spaventò.

Fece un balzo indietro evitando il colpo che avrebbe dovuto spaccargli il cuore e si mise sulla difensiva, contando sulla propria agilità e sulla forza prodigiosa che possedeva.

Il vecchio Pardoe, con un moto istintivo si era gettato fra i due rivali, ed aveva ricevuto il colpo destinato al baleniere, cadendo col petto squarciato.

— Assassino! — ebbe appena il tempo di esclamare.

Alonzo, che pareva fosse diventato pazzo, si era avventato per la seconda volta contro Piotre, mentre Mariquita ed il signor Lopez tentavano di arrestarlo.

Ad un tratto sembrò che il suolo sfuggisse sotto ai piedi di tutti. Una terribile scossa aveva fatto sussultare il banco, seguita da mille scricchiolii.

Il signor Lopez aveva mandato un grido d’orrore.

— Fuggite! Il banco si rovescia! —

Mancava il tempo. Tutti erano caduti e rotolavano, mentre il banco, perduto il suo appiombo, s’inclinava rapidamente. Le acque avevano minata la sua base e stava per capovolgersi. Piotre, con uno sforzo supremo, aveva raggiunta Mariquita nel momento in cui scivolava verso il mare e si era precipitato fra le onde nuotando celeremente.

S’udì una detonazione enorme, poi una ondata gigantesca coperse tutti travolgendoli. Il banco si era rovesciato, ma girava su sè stesso rimontando a galla. La cima era diventata la nuova base: la collina ne formava il vertice immerso.

Quando Piotre, che non aveva abbandonata Mariquita, emerse, il ghiaccio aveva ripreso il suo nuovo equilibrio, presentando dei margini meno elevati di prima che si potevano facilmente scalare.