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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/278

278 Capitolo XX.


— Grazie, Mariquita, — mormorò il baleniere con un sospiro di sollievo. — Avevo dubitato di te.

— Io però tremo pensando a quello che potrà nascere fra voi ed Alonzo, quando egli saprà che io non sono più la sua fidanzata.

— Si rassegnerà come mi ero rassegnato io.

— E se....

— Piotre non ha paura e difenderà la propria vita e quella della sua donna, — disse il baleniere.


CAPITOLO XX.

La fuga.

Alla sera tutto il villaggio fiammeggiava.

Enormi cataste di legna ardevano intorno alla capanna del capo bianco e su quelle pire, orribile a dirsi, arrostivano i disgraziati marinai della Quiqua, infilati entro enormi spiedi, sotto la sorveglianza di due dozzine di cuochi, molto pratici, a quello che sembrava, in tale genere d’arrosti umani.

Dinanzi alla capanna, seduti intorno ad una stuoia smisurata, si erano raccolti i guerrieri ed i sotto-capi scelti fra tutti coloro che s’erano mostrati più valorosi nell’assalto della nave e nel combattimento contro Piotre ed i suoi compagni.

Erano i soli rimasti al villaggio. Tutti gli altri, smaniosi di procurarsi anche essi degli arrosti di carne bianca, erano partiti per le rive settentrionali del golfo, in attesa della nave