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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/270

270 Capitolo XIX.


— Avevo scoperto che era qui, — disse ad un tratto Alonzo. — Lo stregone della tribù mi aveva informato esattamente che la nave era la Quiqua, che la montavi tu insieme a don Lopez, a Piotre ed a Pardoe. —

Mariquita si era alzata guardandolo con orrore.

— E tu sapevi che eravamo noi e hai permesso ai tuoi selvaggi di assalirci e di massacrare tutto l’equipaggio. Oh! Alonzo! Quale infamia hai permesso che compissero i tuoi sudditi.

— T’inganni, fanciulla mia. Io avrei voluto salvarli e ho perorato caldamente in favore dei marinai, affermando ai sotto-capi della tribù che erano miei amici e non ho potuto ottenere che la vita di sole quattro persone: la tua, quella del signor Lopez, del vecchio Pardoe e quella... di Piotre, per ora, — aggiunse poi, guardando Mariquita con sospetto. — Però mio cugino non è ancora sicuro di poter essere risparmiato.

Se avessi voluto che si salvassero tutti, i miei sudditi si sarebbero certamente rivoltati e avrebbero finito per divorare anche me.

Che cosa potevo fare io? La mia autorità non è così grande come tu credi ed un incidente qualunque, forse una parola dello stregone che è qui potentissimo, ed il mio regno sarebbe finito.

— E tu vorresti far divorare Piotre! — esclamò l’araucana, guardandolo con spavento.

— Egli mi odia.....

— Eppure è venuto qui per salvarti, mettendo a repentaglio la sua vita, quella del suo equipaggio e anche la sua nave. Quale altro uomo si sarebbe spinto, in questa stagione così tempestosa, fino su queste coste?

— E chi l’ha indotto a fare ciò?

— Io, — rispose Mariquita.