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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/214

214 Capitolo XV.


Vedendo entrare il drappello, i suoi sguardi si erano subito fissati su Mariquita, guardandola con particolare attenzione. Ammirava i bellissimi lineamenti della giovane araucana o pensava forse alla delicatezza di quelle carni, da antropofago ghiottone e raffinato?....

Lo stregone fece sedere i balenieri attorno al fuoco, poi disse al cacciatore alcune parole in una lingua sconosciuta a Piotre e anche a papà Pardoe.

Il selvaggio lo aveva ascoltato in silenzio, limitandosi a crollare la testa; papà Pardoe che lo osservava, aveva notato, non senza inquietudine, l’espressione bestiale e feroce che aveva assunto la sua faccia.

— Badate! Stiamo in guardia, — sussurrò ai tre marinai. — Qualcuno si ponga fuori della capanna e sorvegli i dintorni. Non ci vedo chiaro in questo affare. —

Piotre aveva subito rivolto la parola al cacciatore, il quale pareva che aspettasse di venire interrogato.

— Sei tu che hai assistito al naufragio d’una nave? — aveva chiesto.

— Sì, — aveva risposto il cacciatore, nella lingua degli Ona.

— Sapresti descrivermi quel gran canotto?

— Aveva due alberi ed era pitturato di nero con due larghe striscie bianche.

— Sei certo di non ingannarti?

— L’ho veduto come ora vedo te.

— È la Rosita! — esclamò Piotre, volgendosi verso Mariquita con vivacità. — L’jacmusa non ci aveva ingannati.

— La Rosita! — gridò la giovane, comprimendosi con le mani il petto, come se avesse voluto frenare i battiti impetuosi del suo cuore. — La Rosita! —

Vedendola impallidire, come se fosse lì lì per svenire, Piotre aggrottò la fronte.