Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/189


Lo stregone 189


La giovane rispose con un lungo sospiro. Il suo fidanzato!.. Essi non sapevano che ormai, anche ritrovandolo, per lei era egualmente perduto.


CAPITOLO XIV.

Lo stregone.

Per cinque giorni la Quiqua continuò a scendere verso il Sud, esplorando le coste di quella terra selvaggia, affrontando l’impeto delle onde, le quali non avevano cessato di assalirla con estrema violenza montando perfino a bordo.

In tutto quel tempo il cielo si era mantenuto costantemente coperto di minacciosi nuvoloni, senza che mai un raggio di sole si fosse mostrato.

Si direbbe che quei tristi paraggi non siano affatto amati dall’astro diurno o che le nebbie, gelose, non gli permettano di spingere la sua luce dorata fino su quelle spiaggie maledette, condannate a non ricevere che colpi di vento, rovesci d’acqua e nevicate abbondantissime per sette mesi dell’anno.

La costa si era mostrata sempre deserta ed aspra. Sempre rupi immense che cadevano a picco sul mare, rendendo impossibile l’approdo; più oltre, verso l’interno, montagne e montagne, coperte di vapori. Di rado qualche fiume, il quale però sboccava nell’oceano con tanta furia da non acconsentire alle scialuppe di rimontarlo e la cui corrente formava presso le spiaggie dei gorghi pericolosissimi, battagliando aspramente colle acque del mare.