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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/181


La Terra del Fuoco 181


— Ed è sempre così furioso il mare intorno a quell’isola sfortunata?

— Non l’ho mai veduto tranquillo, eppure ho compiuto ormai più di venti viaggi in questi paraggi. Ma quando saremo scesi più al Sud, lo vedrete anche più tempestoso e la nostra nave correrà allora i maggiori pericoli.

I due oceani, l’Atlantico ed il Pacifico, si cozzano laggiù in eterna guerra, quasi disputandosi il primato dell’onda, mentre il capo Horn, come irritato della superbia del mare che lo flagella, scatena le sue procelle.

— Povera Rosita, se i venti l’hanno sbattuta su quelle coste! Riusciremo noi a trovarne i rottami? — Piotre crollò il capo.

— Ne dubito, — disse poi — Una nave gettata sulla costa non può resistere a lungo all’assalto di quelle formidabili ondate.

— Come faremo allora a sapere dove avrà naufragato?

— Interrogando i selvaggi, rispose Piotre.

— Se si lasceranno accostare!

— Sì, se non avranno nulla da rimproverarsi, ossia se non avranno uccisi e divorati i naufraghi.

— Divorati! — esclamò Mariquita, diventando pallidissima. — È dunque vero che gli abitanti di quest’isola sono antropofaghi? Rispondete, Piotre, voi che li conoscete.

— Almeno quelli che abitano le coste meridionali, — rispose il baleniere. — Quando uccidono i nemici li mangiano e quando la fame piomba su una tribù, non esitano a scannare tutte le vecchie per pascersi delle loro carni; e la carestia si fa sentire spesso su quelle coste.

— Eppure io so che dei naufraghi sono stati, non solo risparmiati, ma anche ricevuti cordialmente, — disse il signor Lopez.

— Quando Giacomo Bove, quel distinto ufficiale della