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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/15


Il carcame d'una balena. 15

nei mari antartici; e una delle più grosse, avendo una lunghezza di almeno diciotto metri.

Somigliano alle altre, tuttavia la loro pelle, invece di essere nerastra, è grigio-verdastra, hanno poi il muso largo e ottuso, la mascella inferiore più sporgente della superiore, invece di una sola pinna dorsale, due bene sviluppate, diritte, di forma triangolare, perfettamente separate, e gli occhi, quantunque più piccoli, assai più intelligenti e vivaci.

Sul dorso di quell’enorme cetaceo, un po’ verso la prima pinna, eran confitti due ramponi ai quali si vedevano ancora appese delle lenze e che avevano prodotto due squarci considerevoli, dai quali doveva essere uscito il sangue in gran copia, vedendosene raggrumato lungo tutto il fianco, fino al livello d’immersione.

Più sopra invece, fra le gibbosità delle due pinne, si vedevano due esseri umani aggomitolati l’un presso l’altro e che pareva non dessero più segno di vita.

Sopra di loro moltissimi uccelli marini, dei marangoni neri e dei lestri antartici, che hanno artigli come gli uccelli rapaci e dei gaviotas, svolazzavano in gran numero, senza dimostrare paura alcuna, ora innalzandosi ed ora abbassandosi per strappare dal corpo del cetaceo qualche pezzo di lardo.

— Quei disgraziati devono essere morti e anche da lungo tempo, — disse il vecchio baleniere a José.

— Lo sospetto anch’io, — rispose questi con voce triste. Da dove verranno quei miseri e a quale nave avranno appartenuto? Riusciremo noi a saperlo?

— Forse chissà che non troviamo su di loro qualche documento.

— Che questa balena sia morta da molte settimane?

— Di certo, — rispose il vecchio. — Ha il dorso quasi privo della pelle e vedo dei lembi di lardo pendere dai suoi fianchi.