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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/14

14 Capitolo I.


La scialuppa si staccò dalla riva, passando a poppa della nave e fra le balsas che tornavano scariche, quindi si diresse rapidamente verso la punta settentrionale, lottando vigorosamente contro le onde.

L’oceano era cattivissimo, quantunque non tempestoso. In quelle regioni d’altronde è un caso raro trovarlo calmo nella vicinanza delle coste, in causa dei poderosi colpi di vento, chiamati dai balenieri williwans, che soffiano dalle aspre e profonde gole della vicina Terra del Fuoco e anche dall’isola della Desolazione. Quelle raffiche impetuose, che non cessano quasi mai durante la stagione invernale, si ripercuotono contro le montagne e contro le numerosissime isole che circondano quelle terre e abbattendosi poscia sull’oceano, sollevano dei cavalloni che mettono quasi sempre in grave apprensione i naviganti.

La scialuppa montata da Pardoe e dai suoi compagni era a prova di scoglio, coi bordi assai alti, con lunga chiglia e d’una stazzatura non comune, avendo una portata di nove tonnellate. Per di più gli uomini che la montavano erano stati tutti marinai e conoscevano i pericoli che presentano quei paraggi.

Abilmente guidata dal vecchio mastro, uscì dal porto, sormontando leggermente le onde, le quali si accavallavano con furore e andavano ad infrangersi con terribili muggiti contro le spiaggie sollevandosi in sprazzi colossali.

La balena non era lontana che mezzo chilometro dalla punta settentrionale del porto Stokes e spinta dal vento e trascinata fors’anche da qualche corrente marina, s’avanzava lentamente verso il mezzodì, ora sprofondando pesantemente nelle voragini dei marosi ed ora risalendo le creste spumeggianti, con un largo dondolìo.

Era una di quelle balene chiamate, dai pescatori, a due pinne, specie piuttosto rara, e che s’incontrano solamente