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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/136

136 Capitolo X.


— Una bola, padrone? — chiese il marinaio inquieto.

Perdida, — aggiunse Piotre. — Sospettavo questo improvviso ritorno dei patagoni.

Il mio istinto non m’ingannava. Va a svegliare i nostri uomini e bada alla tua testa, se non vuoi che venga schiacciata come una nocciuola. —

Si era curvato sulla murata, ascoltando attentamente, senza pensare che una palla di pietra o di ferro poteva colpire anche lui. Alcuni nitriti giunsero fino ai suoi orecchi, confusi fra il fragore della risacca ed i sibili del vento.

Stava per ritrarsi, quando vide una forma umana accostarglisi. La riconobbe subito e trasalì.

— Mariquita! — esclamò, tentando di dare alla sua voce un accento duro. — Che cosa fate qui, señorita? Vi preme forse morire per evitare di mantenere il giuramento?

— Piotre! — rispose la giovane. — Perchè mi mdite questo?

— Vi sono i Patagoni sulla spiaggia.

— E così?

— E si preparano ad assalire la mia nave.

— Voi non siete uomo da temerli.

— Io no. ma il vostro posto non è qui.

— Perchè non devo affrontare anch’io il pericolo? Devo bene abituarmi, se dovrò un giorno seguirvi nell’oceano Antartico, — disse Mariquita, con una certa amarezza.

— Vi ripeto che il vostro posto non è qui, — ripetè Piotre, con maggior durezza. — Mi preme conservarvi viva.

— Voi dunque supporreste?....

— Non suppongo nulla; pensavo solamente che certe volte la morte si preferisce, piuttosto che diventare la donna d’un uomo che non si ama.

— Ah! Piotre! Voi credete sempre che io vi odii a tale punto? —