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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/124

124 Capitolo IX.


— Non vi pare di udire delle grida lontane, signor Lopez? — chiese il baleniere.

— Sì, vecchio Pardoe.

— Forse gl’indigeni cacciano. Purchè non lascino la selvaggina per prendersela con noi! È bensì vero che non hanno canotti come i peruviani, pure siamo tanto vicini da poter ricevere qualche bolas.

— Ed il canale è stato ora ingombrato da un altro ghiaccione, — disse José, accostandosi. — Per il momento siamo bloccati. —

Allarmato dall’improvvisa fuga dei volatili, anche Piotre aveva lasciato la poppa, dove stava osservando delle carte del canale, e si era accostato al gruppo, fermandosi dietro Mariquita.

Le grida udite poco prima da papà Pardoe diventavano sempre più distinte. Coloro che le mandavano non si potevano ancora scorgere, perchè al di là delle rocce che limitavano la spiaggia si estendeva una foresta formata da quelle strane piante erbacee chiamate panque, le cui foglie sono così gigantesche da avere una circonferenza di ben otto metri e talvolta anche di più.

Oltre quelle grida, si udivano di quando in quando dei nitriti ed il galoppo pesante di numerosi cavalli.

— Sono patagoni a caccia, — disse Piotre volgendosi verso il signor Lopez che lo interrogava collo sguardo.

— Non se la prenderanno con noi dopo? — domandò papà Pardoe. — Non sarebbe la prima nave che assalirebbero.

— Abbiamo armi a sufficienza per calmarli, — rispose il baleniere, alzando le spalle.

In quel momento fra le roccie si videro sbucare sette od otto animali, i quali attraversarono la spiaggia con rapidità fulminea, balzando come se fossero di gomma.