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Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/102

102 Capitolo VIII.

sempre cupo e rinchiuso in un silenzio che aveva qualche cosa di feroce.

Ma Mariquita, che da un anno non l’aveva più incontrato, era rimasta profondamente impressionata nel vederlo così, e non aveva saputo frenare un gesto di terrore.

— Quanto è cambiato quell’uomo! — mormorò. — Mi fa paura!.... —

Si era fermata a tre passi da lui, senza che Piotre mostrasse di essersi accorto della sua presenza. Nell’alzare però gli occhi per guardare il mare, finalmente la scorse.

Subito le rughe scomparvero, la fronte si spianò, i suoi lineamenti ripresero l’abituale espressione e qualche cosa, che somigliava ad un sorriso, increspò le sue labbra.

— Voi! — disse, alzandosi lentamente, mentre il lampo torvo che illuminava i suoi occhi d’acciaio a poco a poco si spegneva.

Stette un momento immobile, poi, facendo un passo innanzi, riprese con una certa amarezza che suonava come un rimprovero:

— Credevo che voi aveste dimenticato che su questa nave vi era un uomo che un giorno diverrà vostro sposo.

— Perchè dite questo, Piotre? — chiese Mariquita con timidezza.

— Siamo a dieci miglia da Punta Arenas ed è già trascorsa un’ora e non avete ancora trovata una parola per me.

— Perdonatemi, ero presso al mio padrino.... mi parlava dei pericoli del viaggio.

— Non è il signor Lopez quello che dovrà essere vostro marito, — interruppe l’ex esiliato brutalmente.

— Piotre....

— Il vento soffia dal sud-ovest, — disse l’ex esiliato, guardando il canale e facendo colla destra un largo cenno.