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In mezzo alle navi americane 67

sue torri e dalle sue numerose artiglierie, non poteva assolutamente gareggiare con quel piccolo e leggero yacht, dotato di macchine così poderose.

Con tutto ciò l’Yucatan non era ancora fuori di tiro. Poteva ricevere in pieno ventre qualcuno di quegli enormi proiettili, che aprono delle falle assolutamente irreparabili per le navi e che poteva far scoppiare le casse delle cartucce le quali occupavano buona parte della stiva del yacht.

Cordoba sapendo che dopo il colpo in bianco, le navi da guerra lanciano senza misericordia masse di ferro e granate, con una mossa abile aveva lanciato l’Yucatan in uno stretto canale fiancheggiato da alte scogliere, e dove sapeva esservi così poca acqua, da non permettere l’accesso ad un vascello di forte tonnellaggio.

L’yacht aveva appena percorsi trecento metri, quando echeggiò una seconda detonazione.

In aria si udì il sibilo d’un proiettile, seguìto da uno scoppio fragoroso. La punta d’una scogliera che si trovava diritta verso l’asse della piccola nave, frantumata da una granata, diroccò lanciando in mare dei massi enormi.

— Era tempo!... — esclamò Cordoba. — Un istante di ritardo e quel ninnolo ci piombava sul ponte, ma... —

La sua voce, fu coperta da un gridìo assordante, che si udiva a echeggiare a bordo del vascello da guerra. Si urlava, si impartivano dei comandi, si bestemmiava.

La marchesa e mastro Colon erano balzati sulla murata, aggrappandosi alle grue della scialuppa, per vedere ciò che succedeva al di là delle scogliere.

Un grido di gioia sfuggì ad entrambi.

La luna, che in quel momento era riapparsa fra uno strappo delle nuvole, aveva loro permesso di vedere il grosso vascello da guerra piegato sul babordo e perfettamente immobile. Nella sua cieca corsa si era cacciato nel canale, credendo di trovarvi pure acqua sufficiente ed era andato a cacciare lo sperone nel bel mezzo d’un banco di sabbia.

— Arenata?... — chiese Cordoba che aveva lasciata la ruota ad un mastro timoniere.

— E’ ferma — rispose la marchesa.

– Ero certo che sarebbe caduta nell’agguato. Ah!... Credevano di mandarci a picco?... Non è ancora giunto il momento di andare a tenere compagnia ai pesci. —

Numerose detonazioni rimbombarono in quell’istante a bordo del vascello. Erano i cannoni a tiro rapido e le mitragliatrici che facevano udire la loro voce, scagliando in direzione del yacht una grandine di proiettili. Ormai però era troppo tardi per arrestarlo.

L’Yucatan, che aveva raggiunta la massima velocità, filava come una freccia attraverso il canale, passando fra due alte file