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Il cabecero Ghating-Gan 199

che erano allineati dinanzi alla piattaforma, poi fece servire loro una bottiglia di un certo liquore limpido e spumante che portava la marca dello champagne, ma che doveva essere invece abbominevole miscela di gin, di sidro e di vetriolo. Il gran cabecero però doveva trovarlo squisitissimo, poichè ne tracannò lui solo più di mezza bottiglia.

Bagnata la gola, Alfredo ebbe la parola ed espose, in lingua uegbè, lo scopo dell’ambasciata. Si trattava di proporre a Geletè, da parte dei capi del Borgu, una alleanza offensiva e difensiva contro i bellicosi Yoruba che devastavano incessantemente le frontiere dei due Stati con disastrose scorrerie, unitamente ad un trattato di commercio. Alfredo, che parlava come un vecchio diplomatico, asseriva che un simile trattato sarebbe stato d’immenso giovamento ai due Stati confinanti e che i Borgani avrebbero prestato man forte a Geletè anche contro le incessanti invasioni della razza bianca, marea pericolosa che poteva, col tempo, compromettere l’indipendenza del Dahomey.

Aggiungeva poi che era incaricato di portare doni di molto valore al re Geletè da parte dei più cospicui capi del Borgu ed altri doni pei grandi cabeceri, onde cooperassero alla buona riuscita dell’ambasciata.

Quand’ebbe terminato di esporgli lo scopo della sua missione, Ghating-Gan fece portare una bottiglia di ginepro, avendo l’abitudine gli africani di non cominciare le loro palabre, ossia conversazioni d’importanza, se prima non si sono ben bagnata l’ugola, poi disse:

— Ciò che chiedono i capi del Borgu è giusto e lo credo un buon affare anche pel nostro re, il quale conta più nemici che amici. Le genti del Dahomey sono fiere e non temono alcuno, ma sanno pure che sono fiere anche le popolazioni del Borgu e saranno liete di combattere insieme i Yoruba del Benin, tanto più che noi siamo già scarsi di prigionieri di guerra da sacrificare nelle feste dei costumi.

Gli antenati di Geletè diventano sempre più esigenti e chiedono più vittime e siamo ora costretti a sacrificare anche i nostri stessi sudditi per placare le loro ire. Già tre volte quest’anno la terra tremò scuotendo perfino le tombe reali e due volte il fulmine celeste è caduto sulle capanne di Abomey e ciò significa che i monarchi passati nell’altra vita, non sono soddisfatti.