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Il padre di Urada 195

getto. Durante le feste dei costumi, se si sparge molto sangue, si beve molto ginepro ed in quei terribili giorni, re, principi, cabeceri, sacerdoti, soldati e popolo sono tutti ubriachi e la sorveglianza è quasi nulla.

— È vero, Urada, — disse Alfredo, colpito da quelle osservazioni. — Ho udito narrare anch’io che durante quei macelli il ginepro scorre a fiumi e che l’ubriachezza diventa generale. Chiedi a tuo padre se crede possibile, durante quella confusione, entrare inosservati nel tempio sacro dei feticci e rapire il fanciullo.

— Lo crede, — rispose Urada, dopo d’aver interrogato il vecchio, — e aggiunge che potresti vendicarti, con maggiore probabilità, di Kalani.

— Un’ultima domanda. Verrà con noi ad Abomey, tuo padre?

— Sì, ma si fingerà un tuo schiavo e bisognerà che tu lo renda irriconoscibile. Mio padre vuole aiutarti ed esserti vicino per consigliarti su quanto dovrai fare.

— È deciso ad abbandonare il Dahomey?...

— Ti seguirà dove tu vorrai condurlo. Ormai più nulla lo trattiene in questo paese e rinuncia ben volentieri alla sua patria, avendo più da temere per la propria vita, che la speranza di tornare nelle grazie di Geletè.

— Verrà adunque con noi e ti prometto, Urada, che non si pentirà di aver abbandonato il suo tristo paese. Riconducilo nella sua capanna, premendomi che non lo si veda qui. Uno dei due schiavi vi scorterà, poi tu ritornerai, avendo bisogno dei tuoi consigli.

Alfredo regalò al vecchio negro alcune bottiglie di ginepro mandategli dal gran cabecero della Città Santa, una rivoltella con una scatola di cartucce ed ottanta piastre di caures, somma non lieve nel Dahomey, pregandolo di accettare tuttociò per amicizia, poi lo congedò promettendogli di recarsi l’indomani notte a visitarlo.

— Ed ora, — disse, quando padre e figlia si furono allontanati col dahomeno, — possiamo riposare, Antao. Domani andremo a visitare il gran cabecero, per ottenere il permesso del re di recarci ad Abomey.

— Morte di Urano e di tutti gli altri pianeti!... — esclamò il portoghese. — Ecco avvicinarsi il terribile momento!...