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I misteri delle foreste 11

– Sì, ma molto migliore di quello che dànno le zanne degli elefanti. È così duro, che l'urto delle scuri fa scattare delle vere scintille e conserva la sua bianchezza per sempre. Si adopera appunto per ciò nella fabbricazione dei denti artificiali.

– È buona la carne di questi animali?

– È deliziosa quanto quella del bue e soprattutto il grasso è molto pregiato, adoperandosi come burro.

– Allora qui vi è da nutrire una tribù intera di negri.

– Questo animale deve pesare almeno quattordici quintali; puoi quindi immaginarti quale montagna di carne si può trarne.

– Manderai i tuoi uomini a sezionarlo?

– Certamente, Antao, e domani ti farò assaggiare un piede di questo colosso cucinato al forno come usano i negri di queste regioni e sarai contento di averlo mangiato.

– Ritorniamo?

– Non è prudente riattraversare la foresta di notte e poi spero di abbattere qualche altro ippopotamo. L'anno scorso alcuni negri avevano provato a dissodare delle terre ed a piantare delle granaglie su queste sponde e gli ippopotami si erano radunati in buon numero in questo tratto di fiume e vi sono rimasti.

– Forse che questi animali cercano la compagnia dei negri?

– Tutt'altro, Antao. Erano qui venuti per saccheggiare i campi e bastarono poche notti per distruggere i raccolti, obbligando i coltivatori ad andarsene altrove. Toh!... Odi?... Non m'ingannavo io.

Verso l'alto corso del fiume si erano uditi dei muggiti prolungati e che parevano s'avvicinassero. Di certo parecchi ippopotami stavano trastullandosi a cinque o seicento metri dall'isolotto, prima di avventurarsi sotto i boschi in cerca di cibo.

– Che vengano qui? – chiese Antao.

– È probabile che scendano lungo le sponde del fiume, essendo necessaria una grande quantità di radici e di canne per quei grossi animali.

– Se si potesse farli venire presto!

– Se noi avessimo degli istrumenti musicali, non tarderebbero ad accorrere.

– Degli istrumenti musicali!... Scherzi, Alfredo?

– No, Antao. Ti sembrerà strano, ma questi animalacci sono sensibili alle dolcezze della musica. Il maggiore Denham ha