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III.

Una fuga misteriosa.

Udendo quel grido e quel rumore, il piantatore, suo cugino e Velasco si erano alzati, mentre l’indiano, con una mossa fulminea, si era precipitato verso il parapetto della terrazza, scrutando coi suoi acuti sguardi il fogliame degli alberi sottostanti.

— Cos’è, Yaruri? — chiese don Raffaele.

L’indiano non rispose: continuava a guardare con profonda attenzione.

— Sarà stato qualche uccello, — disse Alonzo.

— A me parve un grido umano, — disse invece il dottore.

— È vero, — rispose Yaruri. — Un uomo ascoltava i vostri discorsi.

— Sarà stato qualche schiavo curioso, — disse don Raffaele.