Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/317


L'incantatore di serpenti 309

fabbricata di quel prezioso metallo: le radici, le foglie, i fiori, le pannocchie e perfino le barbe. Nei palazzi degli imperatori poi, le vasche dei bagni erano d’oro e d’argento, i tetti erano coperti di lastre di quei metalli e così pure le colonne.

— Quale magnificenza!... E che sia vero quello che mi raccontate?

— Tutti gli storici spagnuoli che facevano parte delle bande conquistatrici degli Almagro e dei Pizzarro, lo hanno constatato. Acosta, Garcilasso e parecchi altri, ci lasciarono descrizioni stupefacenti della ricchezza degli Inchi.

— E credete che a Manoa possiamo trovare simili tesori?

— Io sono fermamente convinto che quegli abitanti posseggano ancora grande parte delle ricchezze degli Inchi.

— Fra poco lo sapremo, — disse don Raffaele. — La montagna non è più tanto lontana. Animo, amici! Sono impaziente di vedere quella famosa Città dell’Oro.

Il canotto, spinto innanzi alacremente, volava sulle tranquille acque della savana tremante. Alle tre del mattino mezza palude era stata già attraversata ed il picco gigantesco, che serviva di guida ai naviganti, era perfettamente visibile.