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La ritirata di Diaz. 315

— Devono essere due i giaguari, — mormorò — maschio e femmina forse e hanno manovrato in modo da prenderci in mezzo. Ciò non deve durare molto; la pazienza non è il forte di quelle belve, specialmente se è la fame che le spinge.

Fece ancora qualche passo sperando che il giaguaro si decidesse a mostrarsi.

Non riuscendo a scorgerlo e temendo pel compagno, stava per retrocedere verso le macchie, quando vide slanciarsi fuori dai paletuvieri, con un salto fulmineo, la belva.

Era un superbo giaguaro, grosso quasi quanto una tigre malese, dal pelame splendido e dalle forme eleganti ed insieme vigorose.

I suoi occhi, che mandavano bagliori fosforescenti, si erano subito fissati sull’indiano.

Per alcuni istanti l’uomo e l’animale si guardarono, come se fossero sorpresi di trovarsi l’uno di fronte all’altro, a così breve distanza, poi la belva aprì le mascelle formidabilmente armate e si lasciò sfuggire un rauco brontolìo che non era certo di buon augurio.

Pareva che si preparasse a prendere lo slancio. Un momento di esitazione e l’uomo poteva essere perduto.

Rospo Enfiato non era però alle sue prime armi e ben altre volte si era misurato con quei pericolosi felini.

Imboccò rapidamente la gravatana e soffiò con forza. Il sottile cannello partì sibilando dolcemente e andò a piantarsi nella gola della belva.

Sentendosi ferita, fece un balzo di fianco, mordendo rabbiosamente la freccia e spezzandola, poi fece per avventarsi contro l’indiano che si era prudentemente gettato dietro il tronco d’un albero, le forze però bruscamente le mancarono e cadde agitando pazzamente le zampe.

Nell’istesso momento si udì il marinaio di Solis a gridare:

— Aiuto! —

Rospo Enfiato senza più preoccuparsi della belva che si rotolava fra le erbe e le foglie secche, si era slanciato fra le macchie introducendo rapidamente una nuova freccia nella gravatana.

Dinanzi a Diaz due altri giaguari, non meno grossi del primo, volteggiavano con slanci fulminei sopra i cespugli, miagolando e ruggendo.

Per qualche istante furono veduti slanciarsi or qua ed or là