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quell’uomo in quello stato provò un senso di vera paura. — Vi sentite male?...

Non ottenendo ancora risposta, fece per avvicinarsi, ma un grido mandato dal ragazzo lo arrestò.

— Diego!... Diego!... — esclamava Cardozo coll’accento di vivo terrore. — Soffoco!... Non mi reggo più!...

Il mastro si slanciò verso di lui e lo ricevette fra le braccia.

— Figliuol mio!... Cosa... Cosa hai? Gran Dio! Del sangue!...

Infatti il povero ragazzo, ch’era diventato pallido come un cadavere e che respirava furiosamente come se gli venisse meno l’aria, aveva del sangue sulle labbra e attorno agli occhi.

— Signor Calderon!... — esclamò il marinaio. — Aiuto!... Cardozo muore!...

Ad un tratto si sentì venir meno le forze, intorbidire la vista, e gli parve che il ventre a poco a poco gli si gonfiasse. Lasciò il ragazzo, che non dava ormai più segno di vita, e si aggrappò disperatamente ai bordi della navicella.

— Aiuto... aiu... to!... — balbettò; ma la sua voce si perdette senza risposta nella gelida atmosfera. — Soffo... co!... Si... gnor... Cal... deron... aiu... to!... — ripetè.

Una voce appena distinta gli giunse agli orecchi:

— A... pri!... A... pri... la... val...

Era quella dell’agente del Governo.

Il mastro comprese. Facendo uno sforzo disperato, afferrò la funicella e con uno strappo violento aprì la valvola; ma subito le forze gli mancarono e cadde all’indietro svenuto, mentre il gas sfuggiva, scoppiettando, dall’apertura.