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— Eccolo là sul suo cavallo, — rispose il mastro, che loro aveva seguìto. — Mi pare che non stia troppo male, poichè il suo viso non mi sembra niente alterato.

— Signor agente, come stiamo di salute? — chiese Cardozo. — Siete stato anche voi fulminato?

— No, — rispose seccamente Calderon.

— Fortunati stregoni! — esclamò il mastro ironicamente. — Possiedono persino la potenza di paralizzare le scariche dei gimnoti!

L’agente gettò sul marinajo uno sguardo obliquo, ma non rispose, e si avvicinò al capo Hauka, che stava discutendo calorosamente con parecchi guerrieri.

— Che brutto sguardo! — esclamò il mastro ridendo. — Pare che non sia contento dell’alta carica conferitagli dal capo.

— Bada che non ti faccia qualche brutto tiro, marinajo.

— Bah! Finchè abbiamo i milioni, non ardirà alzare un dito contro di noi, e poi sa bene che senza il nostro aiuto non sarà mai capace di sfuggire alle unghie del capo.

— Ma credi tu...

Cardozo si era bruscamente interrotto. Una detonazione si era improvvisamente udita verso il nord, dietro una grande macchia di carrubi che si estendeva lungo la riva sinistra del fiume.

Hauka e i guerrieri balzarono in piedi come un sol uomo colle lance in pugno, gettando sguardi inquieti sulla piccola boscaglia che nascondeva la grande prateria.