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– Dov'è?

– Eccomi – disse il marinaio Rascal, facendosi audacemente innanzi.

L'inglese l'osservò attentamente per alcuni istanti, poi gli chiese:

– Perché siete saltato in mare?

– Per isfuggire ad una pena inflittami – rispose il marinaio.

– Il vostro capitano abusa egli forse della sua autorità?

– Signore!... – esclamò Nunez.

– Lasciate parlare quest'uomo – disse l'ufficiale.

– No – rispose Rascal. – Mi ero meritata la pena, ma volevo evitarla.

– Sta bene.

Poi, rivolgendosi verso lo spagnolo, gli chiese:

– Quale carico portate?

– Non ho carico.

– Che cosa andate a fare nel golfo del Messico?

– Vado a cercare del carico a Vera-Cruz.

– Lasciatemi visitare la vostra nave; poi mi mostrerete le vostre carte.

– Accomodatevi: Rascal, conduci il signore.

– Una parola ancora.

– Perché vi siete dato alla fuga, quando vi invitammo a fermarvi?

– Eh, buon Dio! Sapevo io con chi avevo da fare?

– Non avete veduto il grande nastro rosso sulla cima del nostro albero maestro? Ciò bastava per indicare che la nostra nave era da guerra.

– L'ho veduto, ma a Rio Janeiro sono stato avvertito che una nave montata da pirati e che portava il gran nastro dei legni da guerra, aveva assalito un brigantino brasiliano a cento miglia dalla foce dell'Amazzoni – rispose il negriero audacemente.

L'inglese lo guardò con stupore.

– Eh via! – disse poi. – Voi scherzate con me, ma la vostra carta è in pericolo. Seguitemi nel frapponte, dove spero di scoprire qualche cosa di buono.