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– Noi possiamo spezzarlo alla goletta...

– Non dico di no; ma quei legni hanno dei valenti cannonieri, che difficilmente sbagliano il colpo.

– Se ci arrestassimo?

– Verranno a bordo, vorranno sapere chi era il giovanotto che abbiamo salvato, visiteranno il mio legno e scopriranno che io sono un negriero. E poi, come spiegare il motivo che ci spinse a darci alla fuga? Carramba! Quel vostro marchese ci ha messi in un brutto imbarazzo.

– Giuochiamo d'audacia, capitano – disse Mumbai che si era avvicinato.

– In qual modo?

– Lasciamoli venire a bordo, poi gettiamoci improvvisamente addosso a loro coi coltelli in pugno.

– Credi tu che verranno tutti? Buon numero rimarrà sulla goletta, e al primo allarme faranno piovere su di noi una tempesta di mitraglia.

– E dunque, cosa concludete? – chiese il signor di Chivry. – Vi ho avvertito che le altre trentamila piastre non ve le consegnerò che a cosa finita, e quindi le perderete se il marchese mi sfugge di mano.

– È nella cabina Almeida, Mumbai? – chiese Nunez.

– L'ho celato nel pozzo delle catene dopo d'averlo imbavagliato e legato.

– Chi è il marinaio più giovane? Rascal, mi pare!

– Sì – disse il mastro.

– Bisogna fargli rappresentare la parte.

– Quale parte? – chiese di Chivry.

– Fingeremo che l'uomo caduto o gettatosi in mare sia stato lui.

– Bell'idea! – esclamò Mumbai.

– Ma come spiegherò il motivo di quel salto? Voi non avrete scordato che Almeida gridava: «Fate fuoco su questi pirati!».

– Diremo che si era gettato in mare per evitare un castigo, e Rascal lo confermerà!

– Ma ci lasceranno liberi poi gl'inglesi? – chiese il mastro. – Voi sapete, capitano, che hanno giurato una guerra mortale ai negrieri