Pagina:Salgari - Il re della prateria.djvu/65


dovevano essere giunte fino sul ponte, poiché la si vide virare prontamente di bordo e veleggiare verso la nave negriera.

– Mille lampi!... – esclamò Nunez. – Avremo ora da fare con quei cani d'inglesi?...

– Che si dirigano su noi? – chiese il barone con voce sorda e aggrottando la fronte.

– Non li vedete? Vorranno sapere chi è il caduto, perché gridava, chi siamo noi, e non so come ce la caveremo.

– Facciamo sparire il marchesino.

– Volete ucciderlo?

– No davvero; ma possiamo nasconderlo.

– Dove?

– Nel pozzo delle catene o fra le casse della camera dell'equipaggio.

– Griderà!

– Lo imbavaglieremo.

– Si dibatterà.

– Lo legheremo. Mi rincresce di dover ricorrere a questi mezzi, ma non voglio perderlo.

– Vedremo. Presto, presto, Mumbai!...

Il mastro e i suoi uomini non avevano bisogno di venire eccitati. La scialuppa, sotto le vigorose battute di quei dieci remi robustamente manovrati, filava come una freccia; ma il giovane marchese se perdeva via non si ristava dal gridare all'equipaggio della goletta:

– Fate fuoco su quei pirati!...

I suoi sforzi dovevano rimanere però senza effetto. In capo a cinque minuti la scialuppa non era distante che dieci braccia.

– Fermatevi! – gli gridò Mumbai.

– Aiuto! – gridò invece il marchesino.

– Volete tacere? – urlò il mastro furibondo.

– No, pirata!...

– Un ultimo sforzo, amici – disse il gigante.

Con un ultimo slancio la scialuppa fu addosso al fuggiasco, il quale ormai aveva esaurito quasi tutte le forze in quella rapida nuotata.