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– Di spiegare tutte le vele possibili e di tenere pronti i cannoni. Se l'Albatros, come spero, si lascia a poppa quella goletta dannata, me ne rido di quei curiosi con le giacche rosse.

– Non perdiamo tempo allora; quell'incrociatore non dista che due miglia, e in quindici minuti può esserci addosso.

– Mumbai! – gridò Nunez. – Fa' caricare il cannone da caccia e spiegare i coltellacci, gli scopamari, i contropappafichi e gli stragli.

Il mastro d'equipaggio stava per accostare il fischietto alle labbra onde chiamare a raccolta l'equipaggio, quando a poppa della nave si udì un tonfo che pareva prodotto da un corpo pesante che cade in mare.

Carrai! – esclamò il capitano Nunez impallidendo. – Chi è caduto?...

– Nessuno – rispose Mumbai, gettando un rapido sguardo sul ponte del veliero.

– Ma questo tonfo?... – chiese di Chivry.

– Sarà stato un pescecane che...

– Un uomo in mare! – gridò in quel momento il timoniere.

– Mille tuoni! – esclamò Nunez nella cui mente era balenato un sospetto.

Si slanciò verso poppa seguìto dal barone, dal mastro d'equipaggio e da parecchi marinai che si erano muniti di corde.

Un grido di furore irruppe dalle labbra del negriero.

– È il marchesino! – gridò.

– È impossibile! – esclamò il barone diventando livido.

– È lui!... – esclamarono i marinai.

– Fugge verso la goletta!... – gridarono altri.

– E nuota come un pesce.

– Una scialuppa in mare! – tuonò Nunez. – Presto o siamo perduti, se giunge alla goletta!...

A centocinquanta braccia dalla poppa, infatti, si vedeva Almeida. Nuotava con sovrumana energia, rizzandosi vigorosamente sulle onde dell'oceano e si dirigeva velocemente verso la piccola nave da guerra sul cui ponte si vedevano raggruppati parecchi uomini.