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forbice, però quella superiore è di un buon terzo più corta dell'inferiore.

Quando l'uccello pesca, sfiora rapidamente il mare tenendo immersa nell'acqua solamente la mandibola più lunga, mentre l'altra rimane aperta. Appena s'imbattono in un pesciolino, i rincopi la chiudono con rapidità fulminea e d'un colpo inghiottono la preda.

Il signor di Chivry, che cominciava ad averne abbastanza dei cibi salati di bordo e che desiderava un po' di carne fresca, si fece portare in coperta un fucile da caccia ed abbatté parecchi di quei volatili, nel momento in cui passavano sopra la nave. Dovette però più tardi confessare che quella carne fresca, che sapeva di pesce e di olio rancido malgrado le salse piccanti preparate dal cuciniere di bordo per renderle meno sgradevoli, non valeva gran cosa.

Il giorno dopo, il tempo che fino allora si era mantenuto favorevole, accennò a cambiare. Il vento crebbe di violenza, obbligando l'equipaggio a prendere terzaruoli sulle vele basse ed a imbrogliare i pappafichi e i contropappafichi, e l'oceano cominciò ad agitarsi coprendosi di candida spuma e facendo rollare fortemente il veliero.

Violenti acquazzoni si succedevano ad intervalli di due in due ore, obbligando il signor di Chivry a rimanersene sotto coperta.

Al tramonto fu veduto, verso l'est, un piroscafo che pareva in rotta alle lontane coste dell'Europa. Si mostrò un momento sull'orizzonte, poi sparve fra le tenebre che cominciavano a calare con quella rapidità che è propria delle regioni equatoriali.

La notte fu cattiva. Violentissime raffiche si rovesciarono sull'oceano sollevandolo a grandi altezze. Alcune montagne d'acqua varcarono le murate dell'Albatros e si sfasciarono in coperta atterrando gran parte degli uomini di quarto.

Il capitano, che non aveva abbandonato il ponte di comando, fu costretto a far chiudere i sabordi di babordo e di tribordo e ad assicurare i cannoni. Anche gli sportelli di poppa furono chiusi, per impedire ai marosi di allagare il quadro.

Mumbai, che era incaricato di vegliare sul marchesino, discese più volte nella cabina del prigioniero per rassicurarlo; ma lo trovò sempre coricato e addormentato. Pareva che quell'incessante beccheggio