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40 Capitolo sesto


— Ah!... — esclamò il colonnello. — Chi la montava?

— Guardie civiche.

— Allora si trattava d’un inseguimento?... Che storia è questa?...

— Devo far chiedere informazioni, mio colonnello?...

— Lo si vedrà più tardi, — rispose il comandante, dopo d’aver lanciato un acuto sguardo su Than-Kiù. — Andate. —

Attese che il sergente fosse uscito, poi avvicinatosi alla giovane chinese ed incrociate le braccia sul petto, le chiese:

— Sarete voi che mi darete la spiegazione di questo misterioso inseguimento, è vero fanciulla mia?

— Io!... — esclamò Than-Kiù, fingendo la più viva sorpresa.

— Forse che non siete stata voi ad abbandonare quel veliero, scendendo in un canotto assieme a due uomini, per approdare proprio dinanzi al forte? — disse lo spagnuolo, sorridendo. — La notte era un po’ oscura, è vero, ma vi ho veduta io dirigervi verso le scogliere, nascondervi fra due rocce, poi salire la sponda. Ero alla finestra, attiratovi da quegli spari, quando lasciaste la nave.

— Ah! Mi avete veduta?... — mormorò la giovanetta, trasalendo. — Ebbene, arrestatemi un’altra volta, colonnello. —

Il vecchio soldato la guardò con stupore, poi fece un gesto di collera, esclamando:

— Allora si combatteva ed era mio dovere farvi prigioniera, ma io non sono un poliziotto per arrestarvi. —

La fece sedere dinanzi a sè, poi con voce raddolcita, continuò:

— Orsù, narratemi questa storia notturna. Perchè fuggivate?

— Per impedire alle guardie di arrestarmi. Non attendevano che la mia guarigione per trascinarmi in carcere.

Por Dios santos!... — esclamò il colonnello con indignazione. — Non bastava avervi quasi uccisa?... Cosa volevano quelle guardie?... Mandarvi alle Caroline o alle Marianne?... Una valorosa che si è battuta meglio dei più vecchi soldati di Spagna!... Quella gente non rispetta il valore, nè sa compiangere la sventura. Ah!... La vedremo, signori poliziotti! Fortunatamente io sono un soldato.

— Grazie, colonnello.

— Udiamo, fanciulla. Dove volevate fuggire? In Cina forse?...

— No, andavo a Mindanao.

— A che fare?

— A pagare un debito sacro, quel debito da me contratto con Romero Ruiz la notte della disfatta di Malabon. Egli ha salvato la mia vita, ed io cercherò di salvare la sua.

— Voi dunque sapete forse...

— Che la Concha è naufragata, colonnello.