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36 Capitolo quinto


— Cosa fate qui?... — chiesero i due soldati, senza abbassare i fucili.

— Forse che è proibito venire a cacciare le rondini di mare? — chiese Than-Kiù. — Non sapevo che nell’isola di Corregidor esistesse questo divieto.

— Le rondini di mare?... — disse uno dei due soldati, con un sorriso ironico. — Il divieto non esiste, ma ci direte, bella fanciulla, perchè avete abbandonata quella giunca e chi erano coloro che la inseguivano a colpi di fucile. È un mistero che il comandante del forte vuol chiarire.

— Oh!... Voi sapete questo!... — mormorò Than-Kiù, aggrottando la fronte. — Cose d’amore, signori miei!... Due rivali mi disputavano ed io sono fuggita lasciando che se la sbarazzassero fra di loro e si uccidessero a loro agio.

— Una storia interessante allora, che divertirà il comandante.

— Può darsi — rispose Than-Kiù, sorridendo.

— La colomba valeva d’altronde l’ira dei falchi, — disse il secondo soldato, che guardava attentamente la giovane chinese. — Carramba!... Non ho mai veduto una celestiale più vezzosa di questa ragazza.

— Non direte, d’ora innanzi più così, — rispose asciuttamente Than-Kiù. — Conducetemi dal vostro comandante; venite, amici. —

Pram-Li e Sheu-Kin si gettarono ad armacollo i fucili e fidenti nella astuzia della loro giovane padrona, seguirono i due soldati, i quali però non perdevano di vista i loro prigionieri.

In pochi minuti giunsero al ponte levatoio, dinanzi al quale vegliava una sentinella, quindi entrarono nel forte nel momento in cui l’orizzonte cominciava a tingersi dei primi riflessi dell’alba.

Than-Kiù ed i suoi due fedeli compagni furono trattenuti alcuni istanti nel corpo di guardia, per informare il comandante della loro cattura, poi la prima fu introdotta in un salotto a pianterreno, le cui finestre guardavano verso il mare.

La giovanetta si guardò intorno, ma non vide nessuno. All’incerta luce che entrava quasi furtiva per le feritoie difese da grosse inferriate, scorse bensì alcuni tavoli ingombri di carte ed alcuni seggioloni, però nessuna persona.

Stava per avvicinarsi ad una feritoia sperando di scorgere all’orizzonte la tow-mêng, quando udì aprirsi una porta ed entrare qualcuno.

Si volse rapidamente, e tosto retrocesse facendo un atto di stupore, mentre dalle labbra le sfuggivano queste parole:

— Il colonnello di Malabon!... —