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La cattura di Than-Kiù 31


Il vecchio chinese si era già accorto del pericolo ed aveva dato il comando a Pram-Li, il quale era rimasto alla barra del timone, di poggiare al largo, in modo da tenere la tow-mêng fuori di portata dalle artiglierie del forte, poi aveva concentrata tutta la sua attenzione sulle due scialuppe, per regolarsi sulla via da tenere.

Le guardie, le quali dovevano aver imbarcati dei vigorosi rematori, cominciavano già a guadagnare sulla giunca, avendo questa rallentata la marcia per oltrepassare la penisola di Cavite. Non si trovavano ormai che a cinquecento metri e fors’anche meno e se continuavano la corsa con quella velocità, era da temersi che giungessero a buon tiro prima che la tow-mêng si trovasse fuori della baia. Passando dinanzi al forte, la cui massa giganteggiava all’estremità della seconda penisoletta, le guardie scaricarono in aria alcuni colpi di fucile per richiamare forse l’attenzione delle sentinelle, ma non ottennero alcuna risposta.

Essendosi da qualche minuto la luna nascosta dietro alcune nuvolette che si erano alzate dal sud, le sentinelle del forte non si erano accorte dell’inseguimento.

— Buono — disse Hong, respirando liberamente. — Ecco un pericolo superato felicemente. —

Una voce che il vento portava e che era partita dalla scialuppa più vicina, gridò in quell’istante:

— Ohe, della giunca!... Alt, o vi faccio cannoneggiare.

— Che nessuno risponda, — comandò Hong. — Di questa minaccia possiamo ridercene ormai.

— Apriranno il fuoco coi fucili, — osservò Pram-Li.

— Sono lontani e le palle non ci faranno gran danno.

— Però attireranno l’attenzione delle sentinelle dell’isola.

— Spero che non oseranno far fuoco coi cannoni su di una povera giunca che non risponde alle provocazioni delle scialuppe!... Poi vedo che la luna si copre sempre più e l’oscurità ci protegge. —

In quell’istante un colpo di fucile lampeggiò sulla scialuppa più vicina e Hong udì distintamente il miagolìo acuto della palla.

— Un po’ alta, ma ben giusta, — disse il chinese. — È passata sopra le nostre teste.

— Dobbiamo rispondere? — chiesero i suoi uomini, che avevano già armati i fucili.

— No, che nessuno faccia fuoco. Riparatevi dietro le murate e lasciate che sparino a loro comodo. Quando saremo in mare li pagheremo con usura. —

Un secondo, poi un terzo colpo di fucile rintronarono sulla prima scialuppa.

Una palla rimbalzò sul coronamento di poppa sibilando