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Pagina:Salgari - Il Fiore delle Perle.djvu/321


Romero e Teresita' 277


In una piccola radura soffocata da gigantesche piante, si trovava un vecchio villaggio, abitato un tempo dai sudditi di Bunga.

Si componeva d’una cinquantina di capanne, per lo più mezze diroccate. Qualcuna però, costruita più solidamente, aveva resistito alle ingiurie del tempo.

Bunga chiese subito notizie di Romero e gli fu risposto che lo spagnuolo era partito per la caccia in compagnia d’un marinaio della Concha e di alcuni indigeni, mancando al villaggio le provvigioni.

Than-Kiù parve molto contrariata da quella risposta. Ella doveva essere molto ansiosa di trovarsi dinanzi a quell’uomo che un giorno aveva tanto amato e che non aveva più riveduto dopo quella notte fatale.

— Quando tornerà? — chiese, mentre si tergeva alcune stille di freddo sudore che le imperlavano la bella fronte.

— Forse non prima di questa sera, — rispose Bunga.

— Otto o dieci ore d’attesa!... Una eternità!... — mormorò la giovane con voce soffocata.

— Vi è qui però la donna bianca, — disse Bunga.

Un lampo passò negli occhi del Fiore delle perle.

— Teresita! — mormorò con voce cupa.

— Va’ a vederla prima di lui, — disse Hong. — Le eviterai uno scoppio di gelosia che potrebbe essere fatale al suo organismo ammalato.

— Ah!... Sì, è vero, è ammalata, — mormorò Than-Kiù, come parlando fra sè. — Sia pure: sono impaziente di trovarmi anche dinanzi a lei.

— Vuoi che ti accompagni?

— No, Hong; voglio essere sola.

— Hai molte cose da rimproverarle forse e che è meglio che io ignori.

— No, amico mio: il Fiore delle perle saprà essere generosa. Ora non ho più nulla da rimpiangere, poichè tu mi hai dato il tuo cuore. Dove si trova Teresita?

— Seguitemi, — disse il capo degli igoroti.

Than-Kiù strinse la mano a Hong, lo rassicurò con un sorriso, poi seguì il capo con passo fermo, ma pallida assai.

Giunto dinanzi ad una delle ultime capanne che un tempo aveva servito di dimora al capo, una graziosa costruzione di bambù, col tetto a comignolo, coperto di grandi foglie e ombreggiato da due palme, l’igoroto s’arrestò e indicandole la porta, le disse:

— Entrate. —

Than-Kiù si era fermata, come se avesse voluto riprendere la calma e frenare il tremito convulso che le agitava le membra. Con una