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Il sultano di Butuan' 263


armati di bolos, di kampilang, di kriss, di lance e alcuni di moschettoni.

Una forza imponente, pei piccoli igoroti malamente armati e forse poco atti a sostenere una lotta contro quei nemici molto più robusti e di statura molto più elevata.

— Sono almeno in duecento, — disse Hong a Than-Kiù. — Ma bah! Con un buon colpo si può anche ridurli all’impotenza.

— Cosa vuoi fare, Hong? — chiese Than-Kiù, con un’angoscia che non riusciva a nascondere.

— Vedremo più tardi che cosa si potrà fare; ti dico però che quel Sultano non si porterà via gli uomini bianchi.

— Quali progetti hai?

— Silenzio, Than-Kiù, per ora. Andiamo a ricevere il Sultano. —

La grande canoa si era accostata alla riva, approdando dinanzi alle prime palafitte del villaggio.

La popolazione, composta solamente d’uomini, essendo le donne fuggite nei boschi, s’era radunata sulle terrazze tenendo le armi pronte. Si capiva che era in preda ad una grande apprensione, ad un vero pànico.

Il Sultano di Butuan era un uomo già vecchio, col volto molto rugoso ed i capelli e la barba bianca. Indossava una lunga veste di seta bianca, a ricami d’oro, stretta alla cintura da una larga fascia variopinta e sul capo portava un turbantino verde.

Al fianco aveva una vecchia scimitarra turca col fodero di marocchino rosso e l’impugnatura d’argento ed un pesante kampilang.

Bunga si era affrettato a muovergli incontro, dicendo:

— Salute al Sultano di Butuan. —

Il monarca s’era degnato di rispondere al saluto con una lieve mossa del capo.

Guardò con occhi corrucciati e sospettosi gli igoroti che stavano radunati sulle terrazze, poi disse con accento che suonava come un comando imperioso:

— Cosa fanno lassù quegli uomini armati?... Il Sultano di Butuan non ha già paura.

— Io ignoravo chi montava le canoe — rispose Bunga. — Se avessi saputo che erano comandate dal potente Sultano di Butuan, avrei ordinato ai miei sudditi di disarmarsi.

— E quegli uomini dal viso giallo che sono dietro di te, chi sono?

— Degli ambasciatori qui mandati dalla potente nazione degli uomini gialli, — rispose Bunga.

— Perchè sono venuti prima da te invece che da me? Ignoravano forse che qui regna il Sultano di Butuan? Mie sono le acque di questo