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Un superstite della «Concha» 255


Saputo che noi eravamo dei poveri prigionieri, i vincitori ci offersero larga ospitalità, dichiarando che ci avrebbero lasciati liberi di riguadagnare la costa se lo avessimo voluto. Disgraziatamente la figlia del maggiore d’Alcazar si trovava allora in tale stato di debolezza, da non poter intraprendere un così lungo viaggio. La febbre dei boschi l’aveva côlta durante la salita del Bacat e ridotta in tristi condizioni di salute. Fummo condotti sulle rive di un vasto lago, il Linguasan, e ospitati in una capanna d’un capo d’igoroti, una specie di rajah che comanda a parecchie tribù; colà si trovano ancora don Ruiz, sua moglie ed il mio compagno.

Io invece mi sono trasferito qui, sperando sempre di veder giungere qualche drappello di soldati spagnuoli mandato in nostro soccorso e vedo che ho avuto ragione a non allontanarmi dal Bacat.

— Saremmo venuti egualmente a cercarvi sul Linguasan, — disse Hong. — Avevamo saputo che vi trovavate colà.

— Da chi?

— Da un capo di selvaggi che è amico di Bunga. Ditemi ora, è guarita la donna bianca?

— Non ancora.

— Potrà affrontare il viaggio da qui alla costa?

— Io crederei di sì, poichè dal Linguasan al mare la distanza non è molta.

— Vi è un’altra via di comunicazione?

— Sì, per mezzo del Rio Grande che esce dal Linguasan e che va a sboccare presso Cottabado. Il viaggio sarà più sicuro, compiendosi attraverso territori del Sultano di Selangan.

— È vero, — disse Hong. — Prenderemo quel fiume per tornare alla costa e chissà che non troviamo a Cottabado il nostro vecchio chinese e la sua giunca.

— Che ci attenda ancora? — chiese Than-Kiù.

— Mi aveva promesso che qualunque cosa ci fosse accaduta non avrebbe abbandonato Mindanao, se non dopo aver raccolto le prove della nostra morte.

— Allora forse ci sta cercando sul Talajan.

— È probabile, ma Cottabado è così vicino a quel fiume, che ci sarà facile andar a trovare il vecchio Tseng-Kai.

— Quando partiremo pel lago, Hong?

— Hai fretta, Than-Kiù?

— Sì. È per darti la prova che io non amo più Romero.

— Sta’ in guardia, Fiore delle perle; talvolta il cuore prepara delle sorprese inaspettate e una passione che si credeva spenta, avvampa improvvisamente.