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246 Capitolo trentunesimo


quali formavano come tante nicchie, separate da colonne contorte, si cacciarono presso quel gigantesco vegetale il quale poteva offrire, in caso di pericolo, un ottimo rifugio.

Sheu-Kin e Pram-Li tagliarono parecchie foglie di banano e le stesero al suolo, poi mentre i loro compagni si addormentavano, si misero in sentinella.

La notte era oscurissima non essendo ancora sorta la luna. Per di più la massa del fogliame proiettava una fitta ombra sotto la foresta.

Un profondo silenzio regnava all’intorno, tuttavia il chinese ed il malese tenevano gli occhi ben aperti, non fidandosi completamente di quella calma.

Anzi, sovente, si alzavano facendo il giro dell’enorme tronco, per essere più certi che nessuno minacciava i loro compagni.

Vegliavano da un paio d’ore, quando la loro attenzione fu attirata da un certo sussurrìo assolutamente inesplicabile, almeno pel momento.

— Hai udito? — chiese Sheu-Kin, volgendosi verso Pram-Li, il quale pareva che ascoltasse con grande attenzione.

— Sì, — rispose questi.

— Ti sembra che qualcuno si avvicini?

— Non saprei cosa dire. —

Il sussurrìo continuava e pareva che invece di provenire dalla parte della foresta, scendesse dall’alto. Certi momenti si udivano agitarsi delle foglie e certi altri pareva che delle unghie poderose grattassero il tronco d’un albero.

Sheu-Kin, assai inquieto, si era alzato stringendo il fucile. Guardava da tutte le parti, specialmente sotto le piante, senza riuscire a scorgere nulla.

— Se si trattasse di qualche animale si vedrebbero scintillare gli occhi, — disse a Pram-Li.

Invece di rispondere il malese aveva alzata vivamente la testa, osservando l’albero che serviva loro di ricovero.

Era un durion, di dimensioni gigantesche, alto almeno quaranta metri e molto fronzuto.

Stante l’oscurità il malese non potè vedere cosa si nascondeva fra la massa del fogliame; però udì lassù muoversi le fronde come se qualcuno cercasse d’aprirsi il passo.

— Il rumore viene dall’alto, — disse a Sheu-Kin, che lo interrogava.

— Che vi siano dei cacciatori di teste nascosti nel fogliame?... — domandò il chinese.

— Sarà forse qualche animale.

— E che cerca di discendere?