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L'assalto della tigre 219


— Ne ho, — rispondeva il malese. — Non è che un po’ d’impressione; passerà alla prima fucilata. —

Il selvaggio ad un tratto si fermò, facendo un gesto colla mano.

— Cos’hai? — chiese Pram-Li.

— La tigre non ci segue più.

— Sei certo!

— Non vedo più agitarsi le cime dei bambù.

— Che abbia rinunciato a seguirci?...

Il giovane selvaggio crollò il capo con un gesto dubitativo.

— Cosa dice? — chiese Hong.

— Pare che la tigre si sia fermata, — rispose il malese.

— Che abbia preso un’altra direzione per piombarci alle spalle? Simili animali sono traditori.

— Lo temo, Hong.

— Aspettiamo.

Si strinsero l’uno addosso all’altro, puntando le armi in tre diverse direzioni e stettero in ascolto.

Nessun rumore turbava il silenzio che regnava nella macchia. Gli alti bambù erano perfettamente immobili tutto intorno ai tre cacciatori.

— Nulla, — disse finalmente Hong. — Che la tigre sia tornata verso il babirussa?

— Vindhit, — disse il malese. — Prova a lanciare una freccia dinanzi a noi.

Il giovane selvaggio tese l’arco ed il sottile cannello, dalla punta di ferro avvelenata, partì sibilando piantandosi fra i bambù poco prima smossi dal felino.

Un hu-uau strepitoso fu la risposta.

— La tigre è imboscata, — disse Hong. — Va bene, la scoveremo.

— Non esponiamo inutilmente la nostra pelle, — disse Pram-Li.

— Se non ci decidiamo, questo dannato animale ci giuocherà qualche pessimo tiro: è meglio che diamo battaglia. Lascia sparare a me il primo colpo. —

Il chinese si chinò fino a terra guardando sotto il fogliame dei bambù. Come si sa, queste canne, verso terra non mettono rami. È a qualche metro dal suolo che le foglie si estendono, quindi abbassandosi si può vedere ciò che si nasconde sotto.

Appena curvatosi, gli sguardi del chinese s’incrociarono con due occhi color dell’acciaio, che mandavano lampi strani.

— La vedo, — disse. — Sta imboscata a cinquanta passi da noi. —

S’inginocchiò e puntò il fucile mirando con grande attenzione.

Il malese, in piedi dietro di lui, si teneva pronto a far fuoco ap-