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Un amico misterioso 199


Questi volatili sembra che siano coperti da un ampio mantello, tanta è l’abbondanza delle loro penne, sicchè dà loro una grossezza che realmente non hanno.

Le loro penne sono nere, a striature biancastre e rossicce ed a occhi somiglianti a quelli dei pavoni ma più chiari e senza riflessi dorati.

Lungo il dorso hanno un rialzo di penne rossicce le quali terminano in due barbe leggermente curve che scendono a mezzo metro sotto la coda.

— È incredibile! — esclamò Hong, mostrando il volatile ai compagni.

— Ora comprendo perchè l’autore del biglietto ci ha fatti venire qui, — disse Tiguma. — Sapendoci assediati egli ha pensato a provvederci di selvaggina.

— Allora deve essere un tuo compatriota, — disse Pram-Li.

— Adesso io non ho più alcun dubbio, — rispose il giovane selvaggio.

— Vediamo se vi è qualche cosa d’altro, — disse Hong. — Il nostro provveditore non avrà dimenticato forse che siamo in cinque. —

Allungò nuovamente le braccia e ritirò due splendide colombe, un po’ più grosse delle nostre, colle penne del petto d’un azzurro brillante a riflessi ramigni e quelle del dorso verdi cupe a riflessi d’oro, con qualche screziatura gialla, poi dei banani, due grossi durion e finalmente alcuni rami resinosi che potevano servire da torce.

— Quello sconosciuto protettore ha pensato a tutto, — disse Hong, il quale era contentissimo. — Ci ha provveduti perfino di candele.

— C’è più nulla nel buco? — chiese Than-Kiù.

— Per ora non v’è altro, — rispose Hong che aveva frugato da tutte le parti.

— Speri che il provveditore torni a portarci altra selvaggina, — disse la giovane chinese, ridendo.

— Giacchè ha cominciato, continuerà — rispose Hong. — Queste provviste non possono servire che per due pasti.

— Vorrei conoscere quel misterioso personaggio che si è preso l’incarico di aiutarci dall’esterno, — disse il malese a Tiguma.

— Lo troveremo di certo.

— E quando?...

— Forse più presto di quello che credete, — rispose il selvaggio.

Aveva svolta la striscia di foglia e con la punta del coltello aveva tracciati alcuni segni assolutamente incomprensibili pei chinesi.

Quand’ebbe terminato, arrotolò la foglia attorno alla freccia e piantò questa in una fessura del buco.

— Ecco fatto, — disse. — L’uomo che cerca di esserci utile è avvertito che noi desideriamo di conoscerlo. —