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198 Capitolo ventisettesimo


Erano appena entrati, quando una folata d’aria fresca fece oscillare vivamente la fiammella.

— Vi è qualche apertura, — disse Hong, arrestandosi bruscamente ed impugnando il fucile.

— Sì, — confermò Pram-Li, — e deve trovarsi da quella parte.

— Tenetevi pronti a far fuoco, — comandò Hong.

— Temi qualche sorpresa? — chiese Than-Kiù.

— Tutto è da aspettarsi da simili uomini. —

Avanzandosi cautamente, essi giunsero all’estremità della caverna e si arrestarono dinanzi ad una piccola fenditura larga tanto da poter appena passare una gamba, e lunga un mezzo metro.

La corrente d’aria veniva precisamente da quella parte.

— Un passaggio che non ci sarà d’alcuna utilità — disse Hong. — Non si potrebbe nemmeno allargarlo, essendo le pareti di questa caverna d’uno spessore enorme. Per qual motivo lo sconosciuto protettore ci ha invitati a venire qui? Ecco un mistero incomprensibile.

— Come è incomprensibile la questione del dardo, — disse Than-Kiù.

— Perchè? — chiese Hong.

— Come vuoi ammettere, Hong, che una freccia lanciata attraverso a questa fenditura possa essere giunta all’estremità opposta della galleria?

— Tanto più che siamo sempre discesi, — aggiunse Pram-Li.

— È vero, — disse Hong, colpito da quel ragionamento. — E cosa vuoi concludere, Than-Kiù?

— Che deve esserci stata lanciata da qualche altra parte.

— Che esista forse qualche passaggio presso il luogo che noi occupavamo? — si chiese Hong.

— Così deve essere, e nel ritorno lo cercheremo.

— Ma, — disse Pram-Li, — perchè allora l’autore di quel biglietto ci ha invece consigliati di venire qui?

— Infatti un motivo ci deve essere, — osservò Hong. — Voglio vedere questa fessura. —

Prese dalla mano del malese la corda incatramata e la passò attraverso il buco.

Subito un grido di sorpresa ed anche di gioia gli sfuggì dalle labbra.

— Cos’hai, Hong? — chiese Than-Kiù.

Il chinese invece di rispondere allungò rapidamente un braccio e ritirò un bellissimo uccello grosso quanto un giovane tacchino e che aveva ancora infitta, attraverso il collo, una freccia sottilissima, eguale a quella che era stata lanciata attraverso la galleria.

Era un argo, uno dei più splendidi uccelli delle regioni indo-malesi.