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Pagina:Salgari - Il Fiore delle Perle.djvu/232

192 Capitolo ventiseesimo


Pram-Li e Sheu-Kin ad un cenno di Hong s’affrettarono ad andargli incontro e videro che portava sulle spalle un grappolo gigantesco di banani, del peso di trenta o quaranta chilogrammi.

— Buono!... — disse allegramente Sheu-Kin. — Ne avremo per un paio di giorni.

Prese il grappolo, che era troppo pesante per quell’uomo così piccolo e tutti e tre s’affrettarono a raggiungere Hong e Than-Kiù.

— I nemici?... — chiese allora Pram-Li al selvaggio.

— Sono già giunti sulla riva, — rispose Tiguma, scuotendosi di dosso l’acqua.

— E tu, da dove vieni che sei tutto bagnato?...

— Ho attraversato il fiume e sono andato a prendere alcuni banani che crescono su di un isolotto.

— Non hai potuto giungere alla foresta?...

— Era impossibile.

— E non hai pensato ai coccodrilli?... Se si accorgevano della tua presenza, potevano tagliarti in due.

— Non si sono svegliati, e poi avevo il coltello.

— Sono numerosi i nemici?...

— Una trentina.

— Cosa facevano?...

— Cercavano le nostre tracce.

— Che riescano a trovarle?...

— Sono furbi, e potranno scoprirle, ma come dissi voi possedete le armi che tuonano.

— Li attenderemo.

Diedero l’assalto ai profumati banani, cibo non molto nutriente, a dire il vero, pure sufficiente per calmare la fame che li tormentava, poi Than-Kiù, Hong e Sheu-Kin si accomodarono alla meglio per gustare un po’ di riposo, mentre Pram-Li ed il selvaggio montavano il primo quarto di guardia.

Stesi presso l’apertura, colle armi a portata della mano, il malese e l’igoroto vegliavano attentamente cogli orecchi tesi per raccogliere il più piccolo rumore.

L’oscurità era diventata così profonda, in causa di alcune nubi che avevano invasa la vôlta celeste, da non poter discernere le sponde del fiume, sicchè non era facile poter vedere degli uomini che si fossero avanzati lungo la base delle rupi.

Anche i rumori, se prodotti un po’ in distanza, non erano facili a raccogliersi, in causa del fragore della corrente, la quale frangevasi contro gl’isolotti ed i banchi di sabbia.

Era trascorsa un’ora senza che nulla fosse accaduto, quando Ti-