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182 Capitolo venticinquesimo


— Credi che saremo bene accolti da Bunga?

— Bunga mi deve molto, avendolo salvato da certa morte sei mesi or sono e nulla rifiuterà a me, nè toccherà un capello agli amici miei. Vuoi recarti da lui?...

— Sì, lo desidero.

— Vuoi salvare gli uomini dalla pelle bianca?...

— Abbiamo intrapreso un lungo viaggio per questo.

— Tu li avrai. Bunga pagherà il suo debito di riconoscenza, consegnando a te gli schiavi dalla pelle bianca e fin dove lo potrà ti proteggerà. Se io fossi più giovane e se la mia tribù non corresse alcun pericolo ti accompagnerei, nondimeno ti darò una guida fedele che mi rappresenterà.

— Sarò io — disse il giovane selvaggio che avevano incontrato nella foresta.

— Sì, mio bravo Tiguma — disse il capo. — All’alba, ora che i cacciatori di teste più non ci minacciano, salirai l’albero colla fanciulla che ami, poi partirai pel lago di Linguasan. Tu sei valoroso e fedele e Bunga ti conosce.

— Cosa vuol dire il capo con queste parole? — chiese Hong a Pram-Li. — Salirà l’albero con la fanciulla?

— È la cerimonia del matrimonio — rispose il malese. — Questi igoroti hanno degli strani usi.

— E poi il giovane ci accompagnerà?

— Sì, e non partiremo prima di questa sera, per lasciar tempo agli uomini del bagani di allontanarsi.

— Che non ci tendano invece un agguato in piena foresta?

— Non avere questo timore: morto il capo, la spedizione è finita. D’altronde hanno ricevuto tale lezione, che non torneranno più mai ad importunare questi poveri selvaggi.

Intanto il capo degli igoroti si era alzato e spintosi verso l’orlo della grande piattaforma guardava verso oriente dove le stelle cominciavano ad impallidire e dove l’oscurità fuggiva rapidamente. Attendeva il primo raggio di sole per cominciare la funzione del matrimonio.

La bella igorota, alla quale Than-Kiù aveva regalato il braccialetto, attendeva pure lo spuntare dell’astro diurno, guardando il fidanzato che le si era messo di fronte, in atteggiamento fiero, stringendo nella destra il kampilang che aveva preso al bagani. Entrambi, per la lieta circostanza, si erano abbelliti, piantandosi nei capelli penne di colombe coronate e cingendosi il collo, le braccia e le gambe con collane di scagliette di tartaruga, di denti di cinghiale e di conchigliette bianche.