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Cos'era avvenuto dei superstiti della cannoniera 179


— Ah!... — sospirò Than-Kiù, mentre un cupo lampo le balenava negli sguardi.

— Continua, — disse Hong. — Chi erano gli altri due uomini dalla pelle bianca?

— Erano giovani dalle spalle larghe e dalle membra muscolose i quali trattavano con molta deferenza la donna e l’uomo dalla pelle bruna.

— E non hai veduto un uomo dai capelli grigi?...

— No, — disse il capo.

— Ne sei certo?...

— Non m’inganno.

— Che il padre di Teresita sia morto?... — disse Hong, guardando Than-Kiù che era diventata tetra.

— Può essere, — rispose questa, quasi distrattamente.

— Continua, capo, — riprese Hong.

— Curioso di sapere come Bunga fosse venuto in possesso di quegli schiavi dalla pelle bianca, glielo chiesi e mi raccontò che li aveva presi ai pirati del sultano di Butuan, mentre risalivano il Bacat con tre canoe.

— E non sai dove i pirati avevano fatti prigionieri gli uomini dalla pelle bianca? — chiese Hong.

— Sì, erano stati presi presso la foce di un fiume che si chiama... non me lo rammento ora, ma te lo saprò dire.

— Il Talajan, forse?...

— Sì, sì, il Talajan.

— Than-Kiù, — disse Hong, con viva emozione, — sono loro, non è possibile ingannarci. —

La giovanetta non rispose. Col capo stretto fra le mani ed i gomiti appoggiati alle ginocchia, pareva che fosse immersa in profondi pensieri.

Il chinese la guardò per alcuni istanti in silenzio e sospirò, mormorando:

— L’amore per Romero non è del tutto spento nel cuore del Fiore delle perle, ma il tempo rimarginerà la ferita. Passione fatale che ha reso infelice la più bella e più valorosa fanciulla del Celeste Impero. —

Poi, rivolgendosi a Pram-Li, fece chiedere al capo se la tribù di Bunga si trovava molto lontana.

— Due giornate di cammino, verso il sole che si leva, — rispose il vecchio igoroto. — Ha i suoi villaggi sulle rive d’un vasto lago che si chiama il Linguasan, però i suoi abitanti si spingono sovente fino al Bacat per pescare.