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La morte di Pandaras 143


Il capo dei pirati, poichè era proprio lui, lo prevenne.

Si udì una detonazione ed il prode chinese cadde sulle ginocchia, lasciandosi sfuggire l’arma.

Sheu-Kin e Pram-Li, ritornati prontamente, avevano appena avuto il tempo di vedere Pandaras fuggire e Hong cadere.

Assetati di vendetta non pensarono al ferito a cui già Than-Kiù prodigava le prime cure e si slanciarono dietro all’assassino, il quale s’apriva impetuosamente il passo fra i rami e le liane, cercando di porsi in salvo.

— Fermati, miserabile!... — gridavano. — Fermati, o facciamo fuoco!... —

Pandaras, invece di obbedire, raddoppiava gli sforzi e la velocità, ma ad un tratto fu visto incespicare, cadere, poi librarsi bruscamente a tre metri dal suolo, all’estremità d’una specie di cilindro grosso come la coscia d’un uomo, e che lo aveva avvinto come una gigantesca spirale.

Un urlo orribile era sfuggito dalle labbra del traditore, cangiandosi subito in un rantolo. La faccia di quell’uomo esprimeva in quel momento un terrore impossibile a descriversi, e gli occhi gli schizzavano dalle orbite.

Il malese aveva arrestato Sheu-Kin, il quale stava per precipitarsi sull’assassino, dicendogli:

— Fermati, se ti è cara la vita!...

— È nostro, — rispose il chinese. — Afferriamolo prima che ci sfugga e che... —

La frase gli si gelò sulle labbra. Solamente in quel momento si era accorto che un nemico ben più terribile di loro stava per far pagare al traditore il suo delitto.

Un pitone mostruoso, un serpente tigrato, lungo cinque metri, urtato forse dal fuggiasco, si era improvvisamente rizzato fra i cespugli, e con la rapidità del lampo aveva imprigionato fra le sue possenti spire il pirata.

Il disgraziato, che si sentiva stritolare le ossa e soffocare, dimenticandosi forse che il chinese ed il malese lo inseguivano per vendicare Hong, tendeva verso di loro il braccio rimastogli libero, urlando:

— Aiuto!... Aiuto!... —

Il malese, vendicativo come tutti i suoi compatrioti, aveva lasciato cadere il fucile incrociando le braccia, ma Sheu-Kin, più generoso, aveva snudato il kampilang si era precipitato sul mostruoso serpente che continuava ad agitare la preda umana a tre metri dal suolo, coprendola di bava.