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138 Capitolo diciannovesimo


delle frutta, non avendo mangiato dal giorno innanzi ed avendo perdute tutte le loro provviste.

Dapprima non riuscirono a vedere che certe specie di palme, poi inoltrandosi riuscirono a scoprire, fra ammassi di arbusti e di canne di rotang, un pombo, pianta grandissima che produce degli aranci grossi come la testa d’un bambino ed ai quali i malesi dànno il nome di buâ kadarigsa; quindi più oltre un cavolo palmista, il quale produce una specie di legume colossale, lungo talvolta un metro e grosso come la coscia d’un uomo, composto d’una polpa bianca, un po’ dolce e che ha il sapore delle mandorle.

I due fedeli compagni di Than-Kiù, raccolte le loro provviste, stavano per far ritorno verso la laguna, quando nel passare vicini ad un macchione di banani selvatici scorsero a terra parecchie lance spezzate, dei kriss e due bolos scheggiati in modo da non essere più servibili.

— Qui è avvenuto qualche combattimento! — esclamò il malese, arrestandosi.

— E di recente, — soggiunse Sheu-Kin, il quale si era avanzato fra la macchia. — Vedo del sangue sparso sulle erbe e sulle foglie.

— Che sia stato qui che hanno combattuto stamane?... Le detonazioni venivano da questa parte.

— Vediamo: se vi è del sangue, vi saranno anche dei cadaveri. —

Scostarono le foglie giganti dei banani e si cacciarono fra gli alberi. Avevano appena fatti pochi passi, quando si arrestarono gettando due grida d’orrore.

Lì, dinanzi a loro, in mezzo ad uno spiazzo del terreno, si trovavano ammonticchiati alla rinfusa quindici o venti cadaveri, mancanti tutti della testa. Erano quasi tutti coperti di spaventevoli ferite che parevano prodotte da colpi di bolos o di kampilang e non avevano indosso che pochi stracci insanguinati.

Attorno a quei miseri corpi si vedevano armi infrante, alcuni fucili spezzati, lance senza punta, cartucce, brandelli di stoffa, cespugli e foglie lacerate, e più oltre due cadaveri di statura piccola, dalla pelle assai più scura degli altri, ma colla loro testa.

— Qui è successo un massacro!... — esclamò Sheu-Kin, il quale era diventato pallido. — Chi saranno questi disgraziati?...

— Chi?... — rispose il malese, che aveva sollevato alcuni cadaveri, osservandoli attentamente. — Se vuoi sapere chi sono, ti dirò che questi erano gli uomini di Pandaras.

— Del pirata?...

— Sì, io conosco quell’uomo là che porta ancora stretta alle reni